Home >> Certificazione Energetica >> Certificazione energetica e case d’epoca: perché non è come per una casa moderna

Per chi ha poco tempo

Migliorare l’efficienza energetica di un edificio storico o di una dimora d’epoca richiede un approccio diverso rispetto alle costruzioni moderne, dove soluzioni standard come il cappotto esterno rischiano di causare danni incompatibili con i vincoli di tutela.

L’Attestato di Prestazione Energetica (APE) rimane obbligatorio per compravendite e affitti, sebbene la legge preveda alcune deroghe sugli obblighi di intervento se questi minacciano il valore artistico dell’immobile.

L’isolamento termico rappresenta la criticità maggiore: il cappotto esterno cancella l’identità architettonica ed è vietato sugli edifici vincolati, mentre quello interno rischia di generare umidità e condensa, rovinando affreschi, stucchi e boiserie.

Per efficientare correttamente l’immobile occorre procedere con ordine, dando priorità agli interventi meno invasivi:

  • Impianti: installare generatori efficienti e sistemi di regolazione del calore;
  • Coperture e serramenti: isolare tetto o sottotetto e restaurare gli infissi storici invece di sostituirli;
  • Fotovoltaico: valutare l’installazione solo dopo aver verificato i vincoli e ottenuto le dovute autorizzazioni.

In conclusione, tutela del patrimonio ed efficienza non sono in contraddizione. L’errore più grave è procedere senza le giuste competenze, rovinando decorazioni preziose che richiederebbero poi costosi rimedi. è quindi fondamentale affidarsi a professionisti e restauratori esperti nella conservazione per intervenire in modo sicuro, mirato e rispettoso.

Certificazione energetica e case d’epoca

Perché non è come per una casa moderna?

Articolo: certificazione energetica e case d'epoca

Chi possiede un immobile storico e pensa a cappotti e nuovi infissi per migliorare la classe energetica dovrebbe fermarsi un attimo: qui le regole del gioco sono diverse.

Quando si parla di efficienza energetica, il pensiero corre subito a cappotto termico, pompa di calore e infissi nuovi. Soluzioni che su una casa recente funzionano benissimo. Ma se l’immobile è una villa d’epoca, un palazzo storico o una casa con soffitti affrescati, le cose cambiano parecchio - e trattarla come una costruzione moderna può fare più danni che benefici. Vale la pena capire perché, prima di mettere mano al portafoglio e alle pareti.

Sì, l’APE serve anche per le case storiche

Partiamo da un dubbio comune: per un immobile antico o vincolato l’Attestato di Prestazione Energetica è ancora obbligatorio? La risposta breve è , nei casi ordinari come compravendita e affitto. Il fatto che una casa sia storica, di pregio o addirittura sotto tutela non basta, da solo, a esentarla dall’attestato.

Quello che cambia sono i margini di manovra. Per gli edifici tutelati la legge prevede alcune deroghe quando gli interventi di miglioramento energetico sarebbero incompatibili con il valore storico e artistico del bene: in pratica non ti si può imporre di rovinare una facciata di pregio per guadagnare una classe energetica. Ma attenzione, sono deroghe che riguardano gli obblighi di intervento, non l’attestato in sé, e vanno sempre verificate caso per caso.

Il cappotto termico, qui, è quasi sempre un problema

È l’errore più comune. Su una casa moderna il cappotto esterno è la soluzione standard. Su un edificio storico di pregio - con facciate decorate, cornici, un disegno architettonico di valore - spesso non si può nemmeno prendere in considerazione, perché ne cancellerebbe l’identità. E se l’immobile è vincolato, semplicemente non è ammesso.

La tentazione, allora, è isolare dall’interno. Ma anche lì servono cautele, e sulle pareti che ospitano affreschi, stucchi o boiserie è una strada da evitare: può creare problemi di umidità e condensa proprio a ridosso delle decorazioni, con il rischio di rovinarle nel tempo. Non è una scelta da fare a cuor leggero, e quasi mai è una buona idea.

Partire dalle cose giuste

La buona notizia è che migliorare l’efficienza di una casa d’epoca si può - basta farlo nell’ordine giusto, partendo dagli interventi più efficaci e meno invasivi. In genere gli impianti (un generatore efficiente, una buona regolazione del calore) danno il risultato migliore senza toccare nulla di prezioso. Poi vengono l’isolamento del tetto o del sottotetto e il restauro degli infissi storici, quasi sempre preferibile alla loro sostituzione in serie. Le pareti, soprattutto se decorate, restano l’ultima opzione da valutare.

Anche il fotovoltaico oggi è più accessibile che in passato, e sulle coperture molte installazioni sono state semplificate. Ma sugli edifici storici va sempre verificato il vincolo: su un bene tutelato non è mai una scelta libera, e prima di installare pannelli servono le valutazioni e le autorizzazioni giuste. Meglio saperlo prima di firmare un preventivo.

L’errore che costa di più

Il rischio più grande, in tutto questo, è che un intervento fatto senza le giuste competenze finisca per danneggiare proprio ciò che rende unica una casa d’epoca: gli affreschi, gli stucchi, le decorazioni. Capita più spesso di quanto si pensi - un cappotto messo dove non doveva, una traccia aperta troppo vicino a un affresco - e rimediare poi costa molto più che fare le cose bene fin dall’inizio.

Il tema ha parecchie sfumature - dalle deroghe di legge alla scelta degli interventi compatibili, fino al ruolo della Soprintendenza - che meritano un approfondimento a parte. Chi vuole capire come muoversi correttamente lo trova spiegato bene in questa guida sull’efficientamento energetico di una casa storica.

Il punto di fondo è semplice: efficienza energetica e tutela del patrimonio non sono in contraddizione, a patto di affidarsi alle persone giuste. Realtà specializzate come Restauro24 aiutano proprio in questo, mettendo in contatto i proprietari di case d’epoca con restauratori esperti nella conservazione di affreschi e decorazioni.

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