Requisiti certificatori energetici

DPR 75/2013

Dopo circa 8 anni, attraverso il DPR 75/2013, sono stati finalmente definiti i requisiti professionali richiesti per diventare un certificatore energetico, ovvero un tecnico abilitato al rilascio dell’Attestato di Prestazione Energetica. Nel decreto viene specificato che possono diventare certificatori energetici:

a) tecnici abilitati ovvero un tecnico operante sia in veste di dipendente di enti e organismi pubblici o di società di servizi pubbliche o private, comprese le società di ingegneria, che di professionista libero od associato. I tecnici abilitati devono inoltre possedere almeno uno dei requisiti di cui ai commi 3 e 4 dell’articolo 2 del presente decreto;
b) Enti pubblici e gli organismi di diritto pubblico operanti nel settore dell’energia e dell’edilizia, che esplicano l’attività con un tecnico, o con un gruppo di tecnici abilitati, in organico;
c) gli organismi pubblici e privati qualificati a effettuare attività di ispezione nel settore delle costruzioni edili, opere di ingegneria civile in generale e impiantistica connessa, accreditati presso l’organismo nazionale italiano di accreditamento di cui all’articolo 4, comma 2, della legge 23 luglio 2009, n. 99, o altro soggetto equivalente in ambito europeo, sulla base delle norme UNI CEI EN ISO/IEC 17020, criteri generali per il funzionamento dei vari tipi di organismi che effettuano attività di ispezione, sempre che svolgano l’attività con un tecnico, o con un gruppo di tecnici abilitati, in organico;
d) le società di servizi energetici (ESCO), che operano conformemente alle disposizioni di recepimento e attuazione della direttiva 2006/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2006, concernente l’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici sempre che svolgano l’attività con un tecnico, o con un gruppo di tecnici abilitati, in organico.

Il certificatore energetico deve essere indipendente e per attestare ciò all’atto di sottoscrizione dell’Attestato di Certificazione Energetica, dichiarano l’assenza del conflitto di interessi nel processo di progettazione e realizzazione dell’edificio da certificare (edifici di nuova costruzione) e con i produttori dei materiali e dei componenti in esso incorporati, nonchè l’assenza di un legame di parentela con il richiedente/committente.

Nel Decreto vengono anche indicate le qualifiche che permettono di espletare l’attività di certificatore energetico. La Laurea da sola non è sufficiente ad essere abilitato alla professione, ma occorrono anche l’iscrizione al collegio o all’albo professionale (qualora previsto) e abilitato all’esercizio della professione relativa alla progettazione di edifici e impianti asserviti agli edifici stessi, nell’ambito delle specifiche competenze a esso attribuite dalla legislazione vigente. Il tecnico abilitato opera quindi all’interno delle proprie competenze. Ove il tecnico non sia competente in tutti i campi sopra citati o nel caso che alcuni di essi esulino dal proprio ambito di competenza, egli deve operare in collaborazione con altro tecnico abilitato in modo che il gruppo costituito copra tutti gli ambiti professionali su cui è richiesta la competenza.

In alcuni casi specifici il titolo di studio, da solo, non è sufficiente ad ottenere l’abilitazione a certificatore energetico ma occorre anche seguire un corso di formazione "integrativo" della durata minima di 64 ore che preveda alla fine un esame che verifichi le conoscenze acquisite. I corsi di formazione per diventare certificatore energetico possono essere organizzati dalle università, da enti di ricerca, dagli ordini e collegi professionali e dalle Regioni o Provincie autonome.

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